dal 30 Settembre al 25 Novembre 2018

“Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi”, scriveva Cesare Pavese e, al Club Cinefotografico di Fiorenzuola, abbiamo pensato che, forse, la fotografia tutta si basa su questo concetto. Con quest’idea, abbiamo coinvolto autori ed esponenti della cultura e delle arti visuali, per riflettere di come tutta l’esperienza di una vita, possa coagularsi intorno ad una singola immagine. Un centesimo di secondo che, più che rappresentare memoria di ciò che abbiamo vissuto, è l’attimo esperienziale unico, quell’istante illuminato in cui tutto vive per sempre. Non bastassero a convincervi le fotografie di Linda Vukaj, Alfredo Sabatini, Alessandra Calò, Gruppo ideaimmagine, Roberto Ghedina, Julian Lops, Giovanni Zilioli, Anna Campanini, a Fiorenzuola vi aspetta una risalita “fotografica” alla cupola del Pordenone, resa possibile grazie alle straordinarie immagini immersive di Marco Stucchi, già autore della mostra su Guercino, esposta nella precedente edizione del festival.

La rassegna di fotografia PHOTO ’18 è organizzata dal Club Cinefotografico di Fiorenzuola - CCF, con il patrocinio del Comune di Fiorenzuola d’Arda (PC) e con il sostegno di Bussandri Srl e WEI - Well Equipments International. Hanno collaborato: Cinema Capitol, Compagnia Teatrale Ancora Senza Nome, Cooperativa Galassia Gutenberg, Gruppo Fotografico ideaimmagine, Joy srl di Roberta Ticchi, quotidiano LIBERTÀ, Salumificio La Coppa e SMart galleria d’arte di Sonia Mazzetta. Si ringrazia la cantante e musicista Maddalena Conni per la sua disponibilità; l’autore Marco Stucchi, la Banca di Piacenza e i Frati della Basilica Santuario di Santa Maria di Campagna, per l’utilizzo delle immagini del Pordenone.

Tutti gli eventi sono ad accesso libero e gratuito.


Apertura Domenica 30 Settembre 2018
ore 10,30 sede CCF

"Linda Vukaj non era neppure nata quando Carlo Bavagnoli vagava per le terre di Verdi scrutando le stesse brume, gli stessi volti, gli orizzonti velati e lontani che poi superbamente illustrò, quasi quarant’anni fa, accompagnando le immagini con le parole sussurrate e alate di Attilio Bertolucci, di Gian Paolo Minardi; e Linda s’è messa per la stessa strada, per lo stesso viottolo di campagna, tra la polvere dell’estate e il fango invernale, puntando l’obbiettivo verso argini, lanche, e facce stanche o rubizze di chi in quei luoghi passa la vita e ogni giornata di lavoro o di festa.
S'è̀ felicemente immersa, e quasi s’è̀ persa, in quel mondo rurale disteso in una monotonia senza fine, entro un paesaggio privo di sorprese e di esplicite bellezze; trovando la bellezza, si direbbe, proprio in quel lento progredire dei viottoli, nelle curve ampie e lente del fiume (il solo che abbiamo, da queste parti, placido e talora terribile), nei selciati umidi dei borghi, che rilucono d’umidità̀ sotto la luce dei lampioni.
E, scattando immagini di singolare fascino, ha conversato con i personaggi (che Zavattini avrebbe amato) di quella “comédie humaine” attorno a cui fa crocchio la gente nei paesi della Bassa, quella gente che Verdi s’è̀ portato dietro, senza mai farne parola a nessuno, per tutta la vita. E sono questi gli attori che si celano, e rivivono, nei personaggi che la sua musica mette in scena: con le stesse passioni, le stesse allegrie, gli stessi dolori, o invidie, o rancori, o vendette; con la stessa credibile popolare vitalità.
Linda queste cose le ha intuite, e comprese. Lo si vede da tutte queste sue immagini”
(da un testo di Eugenio Riccòmini, novembre 2013).

Nata a Durazzo (Albania) Linda Vukaj interrompe gli studi a Facoltà di Fisica a Tirana durante la caduta del regime comunista nel 1991 in Albania e si trasferisce in Italia. A Parma, completa il percorso universitario in Metodologie Fisiche, presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali all’Università di Parma. La fotografia è la sua grande passione. Viaggi, storie di vita e di tutti i giorni dei luoghi e delle persone che la circondano, sono i suoi soggetti preferiti. Ha esposto le sue fotografie a New York, Berlino, Pristina, Belo Horizzonte - Brasile oltre che in Italia - a Parma, Reggio Emilia, Cesena e Modena. Ha vinto premi nazionali e internazionali e realizzato diverse pubblicazioni (tra cui “Terre Verdiane - Luoghi. Persone. Opere”, contenente le immagini della mostra di Fiorenzuola) compreso il progetto/ricerca “Parallel Lands” presentato a Fotografia Europea 2015. Vive a Parma.
Per conoscere il suo lavoro: www.lindavukaj.com

Orario mostra: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, dalle 21 alle 23; Festivi dalle 10 alle 12 - dalle 17 alle 19

INGRESSO LIBERO

Chiusura - 14 ottobre 2018


Venerdì 5 Ottobre 2018
ore 21:00, sede CCF

Alfredo Sabbatini è un fotografo di moda specializzato nel glamour. Già reporter e poi anche ritrattista ha sperimentato diversi generi di espressione artistica.
Nasce a Milano da Ezio Leone Zucchi ed Eva Sabbatini, creatrice di moda degli anni Sessanta e Settanta. Passa la sua infanzia in un atelier di Alta moda. Frequenta elementari e medie nella Scuola Linguistica Europea di Milano. Inviato speciale per il “Corriere della Sera” e fotografo, inizia un apprendistato nell’ambito della comunicazione diventando reporter.
Negli anni giovanili fa l’assistente in diversi studi professionisti tra i quali Silvano Maggi, Franco Sheichenbauer, Michel Roi, Monty Shadow.
Nel 1971 compie il suo primo “coast to coast” sulle orme di Kerouac. A quel primo viaggio ne seguono diversi altri. Fotografia sportiva, baseball e football americano, circo e concerti (prevalentemente jazz) saranno i suoi primi soggetti.
Negli anni Settanta fotografa il boom dei Jeans. Nel 1974 vende la sua prima copertina al settimanale “Oggi”, un ritratto inedito di Grace Kelly con tutta la famiglia Reale e in seguito con i settimanali “l’Europeo”, “Amica” e firma copertine, servizi di moda, reportage, ritratti.
Nello stesso anno inizia a fotografare per “Playboy” : questa esperienza lo stimolerà ad iniziare una ricerca sul corpo e le sue forme che lo porterà a diventare uno dei più quotati e innovativi fotografi di lingerie, underwear ed abbigliamento sportivo di tutti gli anni Ottanta e Novanta. In quel periodo realizza diverse campagne pubblicitarie, e fotografa personaggi dello sport come George Weah (copertina di “Max” 1996), Deborah Compagnoni (campagna adv Parah) e l’intera nazionale di Basket Italiana (campagna adv L.A. Gear).
Nel 1993 l’incontro con Gheoghe Iancu. Grazie a questo legame Sabbatini frequenta tutti i teatri d’Europa e del Mondo. Conosce e fotografa ètoile come Luciana Savignano, Carla Fracci, Monique Loudieres, Alessandro Molin, Paul Chalmer, Wayne McGregor, Letizia Giuliani e Roberto Bolle, e registi/coreografi come Amedeo Amodio, Giorgio Strehler e Pierluigi Pizzi. Entra in collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano e con la Scuola di Ballo della Scala, diretta da Anna Maria Prina.
Nel nuovo millennio prosegue i suoi lavori con oggetto il mondo della danza, fotografa il lusso e il glamour, lavora anche come art director e curatore di mostre ed esposizioni.
Da ultimo, parallelamente alla sua attività di fotografo di moda e ritrattista, si è dedicato all’insegnamento della fotografia in originali non-workshop .
Nel 2004 collabora con il Teatro alla Scala di Milano per organizzare il “Gala des Etoiles” dove presenzia come fotografo ufficiale e produttore di Gheorghe Iancu nella “Salomè”. Nello stesso anno diventa Direttore Artistico di “Candle Studio” del compositore Fabrizio Campanelli.
Con “Nikon Corporation Italia” collabora all’organizzazione delle edizioni 2011,2012,2013 del Photoshow.

Per conoscere il suo lavoro: home.alfredosabbatini.com

INGRESSO LIBERO


Apertura Sabato 20 Ottobre 2018 ore 17:00
Galleria-Atelier SM ART
via Liberazione 12 - Fiorenzuola d’Arda

La Galleria d’Arte SMart della gallerista ed artista Sonia Mazzetta, nella rassegna fotografica di Fiorenzuola PHOTO’18, propone una selezione delle opere della giovane ma già affermata autrice emiliana Alessandra Calò.
Artista e fotografa, Alessandra Calò lavora e vive a Reggio Emilia e, fin dall’inizio della sua carriera, sperimenta l’uso di nuovi linguaggi che le permettono di approfondire i temi legati alla memoria, all’identità e al linguaggio stesso della fotografia.
Pratica dominante nel suo lavoro è la riappropriazione: il recupero e la reinterpretazione di materiali d’archivio attraverso i quali l’artista non intende attuare una rievocazione nostalgica del passato ma proporre una nuova visione della realtà.
Ha partecipato a mostre e festival in Italia e all’estero: Circulation(s) Festival de la jeune photographie européenne (Parigi), SI Fest (Savignano sul Rubicone), Fotografia Europea (Reggio Emilia), Open House (Roma).
Nel corso degli anni si è specializzata in antiche tecniche di stampa fotografica e nella creazione di vere e proprie installazioni.
Ha realizzato numerosi libri d’artista ed opere, alcune delle quali sono entrate a far parte di importanti collezioni e pubblicate su riviste di settore.
Nel 2018 vince il premio editoriale Tribew nell’ambito del festival Circulation(s); nel 2017 riceve la menzione d’onore da IPA International Photographic Award e nel 2016 vince il Premio Combat per la sezione scultura e installazione. Per la Giornata del Contemporaneo 2018, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid le dedica la prima mostra personale in Spagna, a Palacio de Abrantes, installazione site-specific dal titolo El Jardín Secreto, a conclusione del percorso di ricerca iniziato durante la residenza artistica per il progetto L’arte che verrà (2017).

Orario mostra: Domenica 21 ottobre: dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19
Lunedì, Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato (escluso festivi): dalle 16 alle 19
Altri orari su appuntamento al +39 347 4517087

INGRESSO LIBERO

Chiusura - 4 novembre 2018


Apertura Sabato 20 ottobre ore 17:30
Chiesa della Buona Morte
(già Oratorio della Natività della Beata Vergine Maria)
via Liberazione - Fiorenzuola d’Arda

Marco Stucchi, già formidabile autore della mostra su Guercino, esposta con unanime consenso nella precedente edizione del festival fotografico di Fiorenzuola, trova quest’anno nella più raccolta dimensione dell’oratorio cittadino, una nuova e più intima possibilità di fruizione dell’opera che Giovanni Antonio de’Sacchis (detto Il Pordenone) ha profuso nella chiesa di S. Maria di Campagna a Piacenza.
Un’inedita struttura ricostruisce fotograficamente ed in scala ridotta la cupola e i suoi affreschi, permettendo al visitatore un’esperienza molto vicina, ma per certi versi innovativa, a quella che è stata la salita alla Cupola del Pordenone, qui resa possibile grazie alle straordinarie immagini immersive che l’autore, la Banca di Piacenza e i Frati della Basilica Santuario di Santa Maria di Campagna, hanno voluto concedere agli organizzatori ed al pubblico di PHOTO’18.

Orario mostra: Domenica 21 ottobre dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 16 alle 19. Tutti i giorni seguenti dalle 16 alle 19

INGRESSO LIBERO

Chiusura - 4 novembre 2018


Apertura Sabato 20 Ottobre 2018 ore 18:00
Spazio Culturale Aldo Braibanti (ex Macello)
largo Gabrielli - Fiorenzuola d’Arda

Otto fotografi del gruppo fotografico Ideaimmagine di Piacenza, Monica Bellonzi, Camilla Biella, Giovanni Calori, Francesco Covati, Gaetano Damasi, Franco Merli, Marco Rigamonti, Marisa Via, propongono una sequenza di scatti che interpretano il cibo attraverso raffinate introspezioni, autoritratti, ironia, attimi e gesti abituali della quotidianità domestica, astrazioni caleidoscopiche, contrasti, sguardi sulla realtà. Sguardi che invitano alla lettura del cibo come codice semiotico che ci permette di leggere la sua essenza in molti dei modi possibili. Il cibo come strategia fotografica capace di generare una molteplicità di significati all’interno dell’immagine, ampliando le sue possibilità ermeneutiche, suggerendo trasformazioni del tessuto simbolico-rituale che gli è proprio.
Monica Bellonzi, garbata ed elegante autrice che si pone da entrambe le parti dell’obiettivo, ci offre una serie fotografica di autoritratti ironici ed iconici, intitolati “Sono Sempre Io”. In una sequenza di teatrini fotografici di mirabile composizione, l’elemento cibo, oltre il cromatico divertissement, è evidentemente una raffinata introspezione ed enigmatico approccio alla personalità nascosta della fotografa la quale, con sapiente regìa, ci nega il suo volto.
Per Camilla Biella, che ha documentato il processo di trasformazione del pomodoro in salsa, tutto appare come una sequenza celebrativa carica di crescente pathos, dove un rosso ematico impregna un candido telo. Il titolo è chiaramente evocativo: “Deposizione”, riferito a quel telo-sudario che si plasma sugli oggetti, caricandosi di densi significati sacrali sui frutti della terra nati per nutrirci.
Nelle fotografie di Giovanni Calori la lotta è impari. E non potrebbe essere altrimenti, visto che i soldatini protagonisti di “1:72” sono effettivamente settantadue volte più piccoli delle situazioni che si trovano ad affrontare. Poco importano le sorti delle incruente battaglie: le scene incombono sospese nel tempo e, con disarmante ironia, strappano a chi le osserva un sorriso (e forse più di una riflessione) sul conflittuale rapporto tra noi e il cibo.
Con Francesco Covati si apre uno sguardo ai risvolti alchemici del rapporto cibo e corpo: la sua interessantissima raccolta intitolata “Signatura Rerorum”, coniuga immagini tanto essenziali quanto recondite. Tutto è legato alla simbologia della segnatura studiata da Paracelso, secondo la quale esisterebbe un legame benefico tra i cibi naturali e le parti del nostro corpo a essi somiglianti. Il fotografo affida alla luce la forza trasmutatrice di questa filosofia, interpretandone magistralmente i significati.
Con “Cucina di casa”, Gaetano Damasi è volutamente rimasto chiuso (al sicuro?) tra le pareti domestiche delle nostre cucine, tra i cibi fatti in casa. Con quell’immagine in bianco e nero che racconta una visione intimista, fatta di attimi e gesti abituali della quotidianità domestica, l’autore riporta la nostra attenzione alla semplicità dei valori che vivono in piccoli rituali, come può esserlo il caffè preparato nella moka.
Sono state le geometriche composizioni vegetali fotografate nella raccolta intitolata “Potagerie”, ad attirare lo sguardo del bravo Franco Merli, che nel suo lavoro ci propone autentiche astrazioni caleidoscopiche, deliziosamente giocate con forme e colori sul filo dell’irreale, che non ci aspetteremmo da semplici verdure, oggi troppo spesso viste prettamente nelle loro utilitaristiche funzioni alimentari ma, un tempo, strumenti di arte raffinata alla corte di Versailles.
Nella foto di Marco Rigamonti intitolata “Longarone” troviamo, con laconica partecipazione, tutto il contrasto del Bel Paese, in questo caso simbolicamente rappresentato proprio da Longarone, una comunità in provincia di Belluno tristemente legata al disastro della diga del Vajont, ma nota anche per essere sede da quasi sessant’anni di una tradizionale fiera del gelato, come vuole ricordare il vistoso manufatto a forma di cono, installato all’ingresso della cittadina.
Marisa Via ha due differenti progetti: con la composizione di foto dal nome evocativo di “Food Porn”, si è confrontata con la compulsività di chi fotografa ciò che sta per mangiare, postandone in tempo reale le schermate sui social network, una moda che desacralizza il rapporto tra corpo e cibo, entrambi divenuti spettacolo da esibire prima che nutrimento conviviale e spirituale alimento dell’anima. Con la fotografia singola “Le Nozze di Cana”, l’autrice coglie la stessa famelicità di massa (tipica dei banchetti nuziali), immortalando i frettolosi visitatori del Louvre di fronte alla grande tela del Veronese.

Inaugurazione con un concerto dell’Associazione Musicale Phonisos.

Orario mostra: Martedì ÷ Sabato dalle 16 alle 19
Domenica 21 ottobre CHIUSO - Domenica 28 ottobre e 4 novembre dalle 10 alle 13
Chiuso Lunedì e Giovedì 1° novembre


INGRESSO LIBERO

Chiusura - 4 novembre 2018


Apertura Domenica 21 Ottobre 2018 ore 10:00
Fondazione Verani-Lucca
viale della Vittoria - Fiorenzuola d’Arda

Selezione delle foto partecipanti al Gioco a Premi Fotografico “2CV in Fiore”, in occasione delle celebrazioni per i 70 anni della Citroën 2CV e del raduno di autovetture storiche organizzato dalla concessionaria Citroën Bussandri di Fiorenzuola d’Arda.

Orario mostra: tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19

INGRESSO LIBERO

Chiusura - 6 gennaio 2019


Apertura Domenica 21 Ottobre 2018
ore 10,30 sede CCF

Roberto Ghedina nasce a Cortina nel 1939 da una famiglia di fotografi pioniera di quest’arte in tutto l’arco delle Dolomiti.
Inizia giovanissimo fotografando in bianco e nero con una vecchia macchina a lastre 13x18. Da allora non ha mai smesso di regalarci splendide immagini delle sue Dolomiti.
Non sono cartoline o foto ricordo, ma sono parte di sé; immagini catturate tra cime, crepacci e situazioni spesso ai limiti della sicurezza, ma sempre vissute e trasmesse con l’amore di chi ama il proprio territorio.
Ha pubblicato decine di libri, tutti con la stessa perfezione, immagini che ci immergono nello scenario dolomitico come solo un grande artista riesce a fare, con amore e passione tali da superare la perfezione tecnica.
L’autore ha presentato nella sede del Club Cinefotografico Fiorenzuola la mostra INCANTESIMI DELLA MONTAGNA nel 1998 ed IL SILENZIO DEL DESERTO nel 2011.
Con DOLOMITI D'INCANTO Ghedina presenta a Fiorenzuola una serie di immagini inedite tratte dal libro "Val di Fanes", l’ultima sua opera.

Orario mostra: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, dalle 21 alle 23; Festivi dalle 10 alle 12 - dalle 17 alle 19

INGRESSO LIBERO

Chiusura - 25 novembre 2018


Domenica 21 Ottobre 2018
dalle ore 15:00 alle ore 19:00
piazza Molinari, Fiorenzuola d'Arda

Quali sono state le scene più indimenticabili di un film? Le ricordate tutte?
Alcune di queste rivivranno per i vostri occhi grazie agli attori della Compagnia Teatrale “Ancora Senza Nome” guidata dal regista Franco Nazzani, che vi porterà a scoprirle nel centro storico di Fiorenzuola in modo divertente e creativo.
Coinvolgendo il pubblico e guidandolo nel comporre autentici tableaux vivant che riprodurranno attimi indimenticabili delle scene cinematografiche più famose, non solo sarà possibile divertirsi fotografando le scene ricostruite dalla Compagnia Teatrale “Ancora Senza Nome”, ma anche inviare le foto al Club Cinefotografico di Fiorenzuola, che selezionerà gli scatti migliori per un’esposizione a tema.


Venerdì 26 Ottobre 2018
ore 21:00, sede CCF

Giovane fotografo piacentino, Domenico Lops, in arte Julian, è nato nel 1985 e, fin da bambino, seguiva il padre quando fotografava, preparandogli le attrezzature e facendogli da assistente, imparando così ad osservare il mondo ed a catturarne le sfumature attraverso la fotocamera.
Professionalmente inquadrato come fotografo per matrimoni, in cui racconta la storia d’amore degli altri, cercando di cogliere le mille emozioni e sfumature di un giorno speciale, Julian Lops è anche raffinato autore di reportages di viaggio nei paesi più esotici del pianeta, spinto dalla sua innata curiosità e ispirandosi a maestri del genere, quali Sebastiao Salgado, per il suo fantastico bianco e nero, Steve McCurry, del quale ama le storie incredibili ed Eugenio Recuenco.
Contributo musicale dal vivo della cantautrice Maddalena Conni con alcuni suoi brani tratti dal suo ultimo disco “Come i salmoni”, titolo ironico/pop che rispecchia uno stile tutto suo, a tratti ironico e “indescrivibile perfino per me” come lei stessa ammette.

INGRESSO LIBERO


Martedì 6 Novembre 2018 ore 21:00
Cinema CAPITOL, largo Gabrielli, Fiorenzuola d'Arda

La storia della fotografia è costellata di aneddoti curiosi e particolari, che rendono ancora più emozionanti le vite dei grandi fotografi.
Altrettanto affascinante la storia della "valigia messicana", ovvero The Mexican Suitcase, contenente oltre 4.500 negativi e persa di vista da Robert Capa nel lontano 1939.
Sarà solo dopo sessantotto anni che una regista indipendente di Città del Messico, Trisha Ziff, riesce a recuperare fortunosamente la valigia con tutto l’archivio fotografico di Capa, Taro e Seymour per rivelarlo al mondo, mostrando ciò che essi fotografarono durante la Guerra Civile in Spagna dal 1936 al 1939.
La valigia messicana è piena di volti, storie, istanti, dolore e sorrisi: un bagaglio autentico e importante per un viaggio incredibile nel tempo e nella memoria.

INGRESSO LIBERO offerto in collaborazione con Cinema Capitol e Cooperativa Galassia Gutenberg


Venerdì 16 Novembre 2018
ore 21:00, sede CCF

Anna Campanini nasce a Parma nel 1973.
Comincia a fotografare nel 2004, in teatro nel 2010 in diversi teatri della città e, successivamente, di Reggio Emilia.
Ha collaborato con la regista Andreina Garella e l’associazione culturale Festina Lente Teatro, una compagnia indipendente che fa drammaturgia a Parma con donne migranti e native, e a Reggio Emilia con gli ospiti e gli operatori del Dipartimento di Salute Mentale della città. Dal 2014 collabora con Etoile Centro Teatrale Europeo di Reggio Emilia.
Le sue foto sono state selezionate in molti concorsi nazionali. Ha partecipato a diversi workshop tenuti da importanti fotografi di teatro. Ha esposto i suoi lavori in mostre personali in Italia.
Sue fotografie di teatro sono conservate presso il Lincoln Center di New York (New York Public Library, Billy Rose Theatre Division), Museo Nazionale di Teatro e Danza di Lisbona, Museo della Fotografia di Charleroi.

INGRESSO LIBERO


Domenica 18 Novembre 2018
dalle ore 10:00 alle ore 13:00
piazza Molinari, Fiorenzuola d'Arda

La rievocazione storica dell’antico Mercato degli Uomini, durante il quale un tempo si contrattavano i prodotti, il bestiame e la manovalanza nel mondo agricolo, saranno gli appassionati di fotografia, soprattutto in bianco e nero, che non vorranno mancare questa irripetibile occasione per una sessione fotografica fatta di ritratti ambientati con tanto di tabarro e cappello!


Venerdì 23 Novembre 2018
ore 21:00, sede CCF

Giovanni Zilioli nasce a S.Pietro in Cerro nel 1957 e vive a Fiorenzuola.
Laureato in filosofia, pubblica Il mio assurdo sentire, la sua prima silloge poetica nel 1981 presso l’istituto Propaganda Libraria di Milano.
Ciclista e viaggiatore per passione di avventura e conoscenza, dal Tibet alle Ande, dal Ladakh all’Everest, in bicicletta, a piedi, con qualunque mezzo purchè il viaggio porti a nuove conoscenze, a nuove culture, a vivere momenti, silenzi, emozioni assieme agli abitanti dei villaggi più sperduti.
I numerosi libri pubblicati sono viaggi intimi, non turistici ma vissuti in simbiosi con i residenti.
Le poesie di Zilioli che accompagnano i suoi racconti, sono squarci d’amore puro verso le persone che lo accolgono, verso i luoghi, quasi fossero santuari … e forse lo sono…

INGRESSO LIBERO


Chiusura di PHOTO ’18 e cerimonia di consegna del
Premio "Francesco Bassi"

Dopo aver omaggiato la figura di Francesco Bassi con una retrospettiva nell’aprile di quest’anno, il Presidente e il Club Cinefotografico Fiorenzuola intendono ricordare uno dei suoi soci più rappresentativi, premiando un fotografo italiano (il cui nome sarà svelato solo durante la cerimonia) che si sia particolarmente distinto nello specifico campo della fotografia analogica in bianco e nero, stile che Francesco prediligeva. I suoi scatti puri, senza manipolazione, evidenziano l’ordine, la perfezione estetica, l’armonia formale che consegnava la sua fotografia oltre ogni barriera temporale. Con questo spirito ispiratore, a partire da questa prima edizione del Premio, il Club Cinefotografico Fiorenzuola sarà onorato di individuare ed attribuire ogni anno questo riconoscimento a chi avrà proseguito - idealmente - la strada percorsa dall’amico e collega Francesco.